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Storia - Cittadini - Personaggi - Cocuzza Manlio Enrico

   Il Prof. Manlio Enrico Cocuzza (il 14 agosto del 1914 - 29-10-2014) nasce a San Filippo del Mela, penultimo di dieci figli, da Alessandro, possidente terriero e melomane, che sarà sindaco della cittadina, e da Maria Basile. Negli anni della Prima Guerra mondiale il padre, nonostante i numerosi figli e l’età avanzata, viene precettato e in sua assenza la famiglia resta per breve tempo sotto la tutela di uno zio. Insieme al fratello Mario Emanuele, divenuto poi professore di latino e greco, il giovane Manlio Enrico frequenta le Medie e il Liceo classico presso l’Istituto Salesiano di Messina, quindi entra all’Accademia fascista di educazione fisica della Farnesina a Roma, da poco diventata Accademia della Gioventù Italiana del Littorio (GIL), dove si diploma in Educazione fisica e si specializza in scherma, avendo occasione di tirare di sciabola qualche volta con Mussolini in visita al Foro Italico. Sempre per aver vinto un torneo di scherma, viene selezionato negli stessi anni insieme a un gruppo di altri allievi della Farnesina per assistere, in rappresentanza dell’Italia, alle Olimpiadi di Berlino del 1936, rese anche famose dall’abbandono della tribuna d’onore da parte di Hitler, indispettito, come raccontano i giornalisti dell’epoca, dalle vittorie del velocista di colore Jesse Owens, fatto poi smentito dallo stesso campione. L’Accademia della GIL durante il secondo decennio del regime rappresenta una scuola finalizzata a formare un corpo di élite da inserire nella diplomazia, nella burocrazia e nella scuola, per questo è meta di visite di importanti rappresentanti nazionali ed esteri della politica, della diplomazia, della nobiltà e della cultura dell’epoca, tra cui il principe Umberto di Savoia, fermatosi in un’occasione alcune ore con gli allievi e ricordato dal Prof. Cocuzza come persona informale capace di mettere a proprio agio lui e i suoi compagni di corso durante il pranzo ufficiale. Appena diplomato, il nostro si reca quindi ad insegnare nel Friuli Venezia Giulia ma vi resterà poco attratto dalla possibilità di arruolarsi nell’Esercito italiano di stanza nel Corno d’Africa. Qui, come sottotenente, gli viene assegnato un corpo di ascari e si sposterà in Eritrea, Somalia e nell’Etiopia (Abissinia), quando ormai la situazione dell’Africa Orientale Italiana (A.O.I.) sta sfuggendo al controllo di Mussolini. Di lì a poco, infatti, dopo la vittoria degli Alleati nel 1941, viene preso prigioniero dagli inglesi e vi resta fino alla fine della guerra. La prigionia all’inizio è sopportabile poi diventa sempre più difficile e dolorosa man mano che ci si avvicina alla conclusione dell’impegnativo sforzo bellico. Ritornato in Italia, torna all’insegnamento e in una scuola di Milazzo incontra la Prof.ssa Grazia Mirenda che diventerà sua moglie. Dal matrimonio nascono due figli, Maria Angela e Alessandro. Intanto il Prof. Cocuzza ha avuto il trasferimento alla Scuola Media "G. Verga" di Barcellona Pozzo di Gotto, ormai sua città di residenza, dove insegnerà per diversi decenni fino alla pensione, dimostrando fino all’ultimo grande abnegazione per il suo lavoro. Qui, durante le ore pomeridiane dedicate al cosiddetto "gruppo sportivo", prova a promuovere la scherma tra gli allievi e negli stessi anni tiene dei corsi della stessa disciplina a titolo gratuito presso il Circolo del tennis e della vela di Milazzo. Arrivato all’età della pensione continua a dedicare il suo tempo alla famiglia, alla lettura di un numero sterminato di romanzi e testi teatrali, alla gestione di una sua proprietà agricola a San Filippo del Mela e alla coltivazione di un piccolo appezzamento di terra situato dietro la propria abitazione. Tra i suoi interessi, continua a occupare un posto importante lo sport, come dimostra tra l’altro la sua assidua presenza tra i tifosi prima della Nuova Igea, quindi della squadra di basket cittadina. Il 14 agosto 2014 ha compiuto 100 anni trascorrendo le sue giornate circondato come sempre dall’affetto della famiglia e degli amici.

(testo di Alessandro Cocuzza)



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