Personaggi Barcellonesi

Barcellona Pozzo di Gotto ha dato i natali a diversi personaggi, la cui fama ha varcato la soglia dell’ambito locale.

GIUSEPPE CAVALLARO (1833-1888)

Giuseppe Cavallaro
Lo sviluppo urbanistico di Barcellona ebbe un impulso decisivo, dopo l’Unità d’Italia, grazie alla figura dell’architetto barcellonese Giuseppe Cavallaro (1833-1888). Dal 1862 fu architetto comunale, e in tale veste cambiò il volto della città progettando la via Operai, il Palazzo Comunale, la Fiera, il Mercato del bestiame, il Cimitero Comunale, le Neviere di Colle del Re.

Il Palazzo Comunale, “spazioso e bello per architettura e solidità”, annotano gli storici dell’epoca, nasceva addossato al torrente Longano, con l’ingresso principale sulla via Garibaldi e rappresentava il primo intervento pubblico dell’architetto. Demolito e ricostruito negli anni Cinquanta e modificato con gli ampliamenti e rifacimenti dei prospetti degli anni Ottanta del XX secolo.

A partire dal 1862 appronta il Piano di Sviluppo per la nuova città, il cui elemento trainante era il progetto di un rettifilo: la via Operai. Su questa via veniva organizzata la crescita della città con la struttura a maglia ortogonale segnando il nuovo volto di Barcellona Pozzo di Gotto con belle strade, fontane e piazze spaziose.

Sulla via Operai si apre Piazza Libertà, la cui configurazione a pianta ottagonale trova riferimenti molto importanti nella cultura urbanistica internazionale, come il Piano Regolatore dell’ingegnere Cerdà del 1859 per Barcellona di Spagna. Altre piazze ottagone: la piazza “Quattro Canti” di Palermo con la disposizione a forma di ottagono di grande valenza nella cultura urbanistica siciliana e la piazza delle “Quattro Fontane” o Quattro Canti di Messina riconducibile alla spazialità della piazza ottagonale.

La Piazza Libertà è una testimonianza importantissima del grande valore dell’architetto Cavallaro e soprattutto del significativo ruolo che la piazza ha avuto nella storia della città. Era luogo d’incontro e di scambio dove si svolgeva il mercato; inoltre è diventata nel tempo un modello di riferimento, essendo stata riproposta successivamente per le altre piazze: incrocio tra via Verdi e via Carducci e incrocio tra via Papa Giovanni XXIII e via San Vito.

Il progetto iniziale del Cimitero Comunale, inaugurato nel 1877, considerato da sempre di grande organicità e bellezza, ormai inglobato nel cimitero ampliato, riguarda la zona d’ingresso con le rampe laterali che portano il visitatore al punto di passaggio tra la zona in pendenza e il piano orizzontale alla quota superiore, dove trovano posto le tombe a terra e le cappelle. L’ingresso è segnato da due costruzioni tronco-piramidali che fungono da uffici; subito dopo troviamo uno spazio aperto per accogliere e benedire le salme. Il tratto finale del progetto Cavallaro è un ulteriore piano orizzontale più piccolo e rialzato di circa due metri, segnato all’inizio dall’altare moderno e alla fine da due cappelle dell’ultimo decennio dell’Ottocento. In questa zona si trova proprio la sua tomba monumentale realizzata dallo scultore Emanuele Schifilliti nel 1892.

Palazzo Comunale progettato da Cavallaro
Palazzo Comunale progettato da Cavallaro

Planimetria del Cimitero
Planimetria del Cimitero

Piazza ottoganale da una cartolina degli inizi del Novecento
Piazza ottoganale da una cartolina degli inizi del Novecento

Tomba monumentale di Cavallo
Tomba monumentale di Cavallo

Planimetria del piano particolareggiato del primo tratta della nuova strada di San Giovanni al Torrente Longano (1868)
Planimetria del piano particolareggiato del primo tratta della nuova strada di San Giovanni al Torrente Longano (1868)

NELLO CASSATA (1913-1997)

Nello CassataNato a Barcellona Pozzo di Gotto il 6 aprile 1913. Si laureò in giurisprudenza presso l’Università di Messina, dove ebbe come docente di diritto e procedura penale l’ex Presidente della Repubblica Giovanni Leone. Un profondo senso di appartenenza alla città natale lo ha portato a scrivere dei libri: Barcellona Pozzo di Gotto nel Risorgimento e Barcellona Pozzo di Gotto dal 1860 ad oggi, il Labirinto, L’odore del mosto e La mia preistoria. Una febbrile ricerca della sua sicilianità e delle proprie radici gli ha permesso di scrivere nel 1953 la raccolta “Aranciu amaru”. Fece parte dell’Amministrazione comunale, dove ricoprì la carica di Assessore alla Pubblica Istruzione. La sua città natale, gli ha dedicato un monumento, inaugurato il 26 aprile 1998 in piazza San Sebastiano.


BARTOLO CATTAFI (1922-1979)

Bartolo CattafiLaureatosi in giurisprudenza visse tra Milano, dove lavorava come pubblicitario, e Barcellona Pozzo di Gotto. Quella di Cattafi è stata una poesia che ha fatto ricorso alla metafora della solitudine per delineare l’amaro bilancio di una generazione che ha vissuto la giovinezza durante il ventennio fascista, per poi assistere agli orrori della seconda guerra mondiale. Il suo nome compare accanto a quello di Quasimodo, Montale, Ungaretti. Le più qualificate riviste letterarie del tempo scrissero della sua poesia. Le poesie sono state tradotte in molte lingue. Nel 2019 l’intera opera poetica di Cattafi è stata raccolta nel volume: Tutte le poesie, a cura di Diego Bertelli. In sua memoria la città natale ha istituito il prestigioso Premio Nazionale Cattafi. A lui è stato anche intitolato il locale Palacultura.

L’Amministrazione comunale del tempo gli ha eretto un busto in bronzo, in piazza San Sebastiano. opera dello scultore Filippo Minolfi.

FILIPPO ROSSITTO (1807-1879)

Filippo RossitoLetterato, patriota e storico municipale nacque il 10 ottobre del 1807 a Pozzo di Gotto. Il padre Giuseppe era un cospiratore carbonaro, la madre si chiamava Emanuela Cassata, ed entrambi appartenevano a famiglie nobili ed agiate. Il giovane Rossitto, dopo aver compiuto tutti gli studi che poteva fare nella città natale, anche con la guida di due zii sacerdoti, si trasferì a Messina per laurearsi in giurisprudenza, anche se sembra che la laurea l’abbia conseguita più tardi a Catania. Sposatosi con la pozzogottese Laura Valveri, continuò a vivere a Messina distinguendosi per la sua vasta cultura.

Nel 1848 si trova al centro della rivolta antiborbonica, essendo stato eletto dal popolo segretario del Comitato insurrezionale di Barcellona, e per questo motivo è perseguitato come soggetto difficile, sfugge per un soffio al giudizio marziale ed è costretto a rifugiarsi a Castroreale. Nel 1860, nel frattempo ritornato in città, si rimette al lavoro e vive in prima persona tutta la vicenda garibaldina, nella qualità anche di componente del nuovo Comitato insurrezionale.

Dopo la disfatta dei Borboni, l’infaticabile Filippo Rossitto può dedicarsi finalmente e con più calma ai suoi studi ed alle sue ricerche su Barcellona, che gli procurarono la stima e l’amicizia di parecchi illustri uomini di cultura siciliani. È nominato socio onorario dell’Assemblea di Storia patria di Palermo, socio dell’antica Accademia dei Pellegrini Affaticati di Castroreale, e di tante altre.

La sua opera fondamentale, La città di Barcellona Pozzo di Gotto descritta e illustrata con documenti storici, fu concepita in un vasto arco temporale, con un lungo lavoro di ricerca negli archivi. L’opera fu pubblicata postuma, nel 1911, (molto dopo la morte del Rossitto, avvenuta il 28 agosto 1879) a spese del Comune, grazie anche al lavoro di coordinamento svolto dal nipote, il professore Filippo Bucalo. Su sua proposta, come consigliere comunale il primo teatro, in origine denominato “Teatro Comunale” fu intitolato a Placido Mandanici.

PLACIDO MANDANICI (1807-1879)

Placido MandaniciIl compositore Placido Mandanici nacque a Barcellona Pozzo di Gotto il 3 luglio 1799. Studiò presso il Conservatorio di Palermo, e iniziò la carriera come contrabbassista nel teatro di Reggio Calabria.

Si trasferì poi a Napoli, dove sotto la guida di Pietro Raimondi approfondì gli studi musicali, finché fu nominato direttore di musica dei balli nel teatro San Carlo. Alla Scala di Milano presentò le sue opere più importanti, tra le quali il Buontempone di Porta Ticinese, messo in scena per la prima volta il 16 giugno 1841. Compose la musica per il Canto di vittoria per le cinque giornate di Milano del 1848, e col ritorno degli austriaci fu costretto a riparare a Genova, dove morì, in seguito a malattia, il 6 giugno 1852, e dove è sepolto, nel cimitero monumentale della città. Fu autore di parecchi melodrammi, balli, musica sacra, brani strumentali, tra cui il Capriccio concertante per quartetto d’archi, ormai entrato nel repertorio di varie formazioni musicali, e la Sinfonia in do per grande orchestra dedicata a Pietro Raimondi. Della Messa di requiem, eseguita in prima moderna a Barcellona P.G. nel Duomo di S. Maria Assunta il 19 dicembre 1999, diretta da Giuseppe Ratti, è stata realizzata l’unica incisione discografica di musiche mandaniciane.

Gli è stato intitolato il Teatro comunale della città natale, costruito nel 1845 e demolito nel 1971 dopo l’incendio che lo colpì parzialmente nel 1967. Il teatro è stato ricostruito, in altra sede, tra il 1980 e il 2012. Su Placido Mandanici il musicologo Gioacchino Grasso ha scritto la fondamentale monografia pubblicata da ila-palma nel 1991, comprendente la vicenda umana e artistica del musicista e il catalogo completo delle opere.

ALESSANDRO MANGANARO (1917-1994)

Alessandro ManganaroInsegnante di greco al Liceo Classico “Luigi Valli” di Barcellona Pozzo di Gotto, si è laureato a Palermo con una tesi sull’architetto siciliano Angelo Italia, pubblicata in volume nel 1940.

Ha partecipato attivamente alla vita culturale non solo cittadina, mettendo a disposizione la sua vastissima cultura umanistica, fornendo sempre preziosi consigli e contributi vari, presentando libri, mostre e relazionando in conferenze su svariati argomenti. Ha collaborato attivamente con il Teatro Sperimentale di Michele Stilo, traducendo la commedia di Plauto “Per tre soldi” messa in scena nel 1951, e riproposta nel 2004 dall’Associazione teatrale “S. Cattafi”.

Si è occupato di poesia neogreca, traducendo poesie di Sikelianós, Elitis, Seferis, Ritsos ed Engonópulos, e illustrandole nel 1963 sul Gazzettino di Venezia. Per l’editore Mondadori ha tradotto nel 1965 il romanzo dello scrittore greco moderno Stratis Myrivilis “I quaderni di guerra del sergente Costula”.

Scrisse, nel 1958, la lettera, sottoscritta da tutti gli altri docenti, inviata alla Soprintendenza di Catania, per sollecitare il restauro della Chiesa settecentesca dei Basiliani, adiacente al Liceo Classico Luigi Valli, dove lui era docente. Fu presidente nel 1986 del Lions Club, e il responsabile della Biblioteca del Liceo, di cui conosceva tutti i libri.

Diede un contributo fondamentale al fermento intellettuale e culturale che ha interessato il territorio barcellonese negli anni immediatamente successivi al secondo dopoguerra e che ha portato, tra gli anni 50-70, all’espressione di una significativa vitalità culturale sia nel teatro, nell’arte, e nella poesia.

NINO LEOTTI (1919-1993)

Nino LeottiNino Leotti nasce il 13 giugno 1919 a Barcellona Pozzo di Gotto. Figlio di Giulia Battaglioli, soprano lirico e di Vincenzo, tenore e compositore di operette, é stato un pittore italiano appartenente al Gruppo Corrente che si espresse negli artisti del Fronte Nuovo delle Arti. L’amicizia con Renato Guttuso e lo scrittore Beniamino Joppolo fu fondamentale nel suo ingresso al Gruppo Corrente, movimento artistico nato sulle ceneri della rivista Vita Giovanile. I temi trattati sono soprattutto politici, la chiave pittorica è quella espressionistica impersonata da: Carlo Carrà, Giacomo Manzù, Arturo Tosi, Raffaele De Grada e Francesco Messina. Nino Leotti si trasferisce prima a Milano poi a Roma, qui frequenta i protagonisti del neorealismo pittorico: Renato Guttuso, Giuseppe Mazzullo, Stefano D’arrigo e Cesare Zavattini.

Si diploma all’età di 19 anni all’istituto Emilio Ainis di Messina. Durante il secondo conflitto mondiale viene chiamato alle armi con il ruolo di tenente del 4º reggimento Fanteria, ferito sul fronte greco-albanese, in un “eroica” azione militare, riceve una medaglia al valore, e un telegramma firmato da Benito Mussolini nel 1943. Nel 1947 consegue il diploma all’Accademia di belle arti di Palermo. Dopo il conflitto Leotti, nel 1949 torna nella sua città natale, dove organizza la sua prima mostra personale, che susciterà molta attenzione della critica soprattutto per la sua giovane età. Tra Sicilia e Calabria seguono numerose mostre, durante la Biennale Calabrese del 1951 ebbe modo di incontrare gli amici artisti Renato Guttuso, Beppe Guzzi, Giuseppe Mazzullo, Giovanni Omiccioli e Carlo Walcher.

Dal 1951 al 1959 si traferisce a Roma allontanandosi di nuovo dalla Sicilia. Nel 1953 si abilita incarico di Insegnante di Disegno e Storia dell’Arte che gli permette di insegnare nelle scuole romane. Durante l’aprile del 1957, Leotti, aiutato dall’imprenditore Cosimo Donadei, che intuisce il talento dell’artista, organizza una mostra personale presso la galleria romana La Cassapanca, i quadri raffigurano tutti paesaggi siciliani: Barcellona, Milazzo, Patti, Cefalù, Bafia. Le opere riscossero un notevole apprezzamento dal pubblico e dalla critica tanto che la mostra fu anche evidenziata da diversi quotidiani nazionali.

Nel 1959 ritorna definitivamente in Sicilia, ottiene il ruolo di insegnante di Disegno e Storia dell’arte al Liceo Luigi Valli restandovi fino al 1978. E’ lui ad organizzare il 4 Giugno 1965 l’accoglienza a Salvatore Quasimodo nella città di Castroreale in occasione del premio di poesia in memoria di Vann’Antò. Tra i membri della giuria anche Pino Ballotta e lo stesso Leotti. A questo periodo risalgono le opere ispirate ai paesaggi marini della sua terra dopo l’esperienza romana.
Muore il 7 febbraio nel 1993 nella sua città natale. Nel 1995 la città di Barcellona Pozzo di Gotto gli dedica un monumento con il suo ritratto in bronzo realizzato dal suo allievo prediletto Salvatore De Pasquale

NINO PINO BALOTTA (1909-1987)

Nino Pino BalottaDagli iniziali studi di medicina passò a quelli di medicina veterinaria, laureandosi nel 1930. Studiò scienze politiche all’Università di Perugia, città nella quale frequentò ambienti antifascisti, proponendosi come corriere fra l’Italia e la Francia. Durante i suoi viaggi all’estero conobbe lo scienziato Einstein, le cui teorie condivise e difese. La sua militanza politica lo portò più volte ad essere processato ed incarcerato. Nel 1938 pubblicò il volumetto: “Tifo sportivo e i suoi effetti”, poi sequestrato. Fondatore e primo segretario della Casa del popolo di Barcellona Pozzo di Gotto, nel 1945 ricoprì la carica di segretario provinciale del Centro Antifascista Italiano e nell’anno successivo divenne vice-sindaco della sua città.

Nel 1947 fu nominato presidente onorario del fronte Democratico Popolare di Messina e provincia. Incarcerato nel 1948 per i moti popolari di Barcellona Pozzo di Gotto, mentre era in carcere venne eletto deputato al Parlamento. Fece parte di numerose commissioni parlamentari e delle associazioni nazionali italo-polacca e italo-albanese. Fu aiuto e libero docente di ruolo, professore incaricato di Zootecnia generale e direttore incaricato dell’Istituto omonimo dell’Università di Messina. Pubblicista, socio di Accademie scientifiche, letterarie, del Sindacato Italiano Scrittori, della SIAE, dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, dal 1959 al 1967 fu vice presidente nazionale dell’Associazione Poeti e Scrittori Dialettali. Fondò e diresse la rivista “Zootecnia e Vita“.

Vincitore di numerosi premi, ricordiamo tra tutti quello ricevuto nel 1952 dall’Accademia veterinaria di Francia. Nel 1980 con un testamento olografo donò il proprio corpo alla scienza, nominando erede universale l’Università di Messina, e ad essa trasferì tutti i suoi beni e i suoi diritti. Numerose sono le sue pubblicazioni, inerenti all’attività politica, scientifica e letteraria. Tra i discorsi pronunciati alla Camera dei Deputati e pubblicati sono da ricordare: “Per i braccianti di Lentini” (1948), “Tutelare e incrementare la zootecnia nazionale” (1948), “Per la zootecnia e per la tecnica agraria” (1949), “Per la sciagura di Cesarò” (1953), “Servizi veterinari, bonifica zoo-sanitaria e bonifica bio-alimentare” (1959). Appartengono alla sfera scientifica le opere “Pesci in tavola” (1966), “Eugenetica e progresso” (1967), “Albert Einstein a dieci anni dalla scomparsa” (1969) e gli innumerevoli articoli contenuti nella rivista “Zootecnia e Vita“.

Non vanno dimenticate poi le raccolte di poesia, tra le quali vanno annoverate “Sciami di parole sparse” (1940), “Altalene” (1951), “Mminuzzagghi” (1956), “Moli protesi” (1966) e la raccolta di ballate siciliane “Voga voga marinaru” (1970). Compose anche per il teatro un atto unico dal titolo “U tamburu” (1976) e saggi di critica letteraria quali “Nino Martoglio e la sua opera“, “Le ispirazioni, il mondo, la poesia di Antonio Saitta” (1962) insieme con Pugliatti e Prestifilippo, “Tre profili: S. Di Giacomo, N. Martoglio, L. Pirandello” (1963), “L’epopea di Gagarin e altre poesie” (1963), “Domenico Tempio tra Voltaire, Rousseau e Giovanni Meli” (1968).

IRIS ISGRO’ (1923-2008)

Iris Isgrò
All’età di tre anni arriva a Barcellona Pozzo di Gotto e frequenta la scuola serale di disegno sotto gli insegnamenti del maestro Salvatore Crinò. A vent’anni, viene deportato in Germania, a Norimberga. Liberato il 15 aprile 1945 fa ritorno a Barcellona Pozzo di Gotto, dove svolge il lavoro di imbiancatore, restauratore e decoratore, senza però perdere mai di vista il suo grande amore : la pittura. Nei primi anni Cinquanta la sua prima mostra personale dal titolo Barcellona Pozzo di Gotto (1954), i restauri del soffitto del salone di Palazzo Sfameni e il restauro interno del piano superiore del Palazzo Todaro-Pirandello a Pozzo di Gotto.

Nel 1963, grazie a padre Carmelo Rossignolo, priore del Santuario del Carmine, si occupa del restauro interno dell’omonimo Santuario. Alla fine dell’anno và a lavorare come cartellonista ad Orlando, in Florida. Dopo una parentesi di un anno e mezzo, fa rientro in Sicilia dove riprenderà la sua attività di sempre. Negli anni a venire parteciperà a mostre collettive locali e regionali conseguendo numerosi premi: Coppa d’Argento, per il 1966, all’Estemporanea di pittura di Termini Imprese; Diploma al Concorso di pittura “Città di Brivio” (Milano).

Nello stesso anno diventa “Accademico Associato” dell’Accademia Tiberina di Roma. Nell’ottobre del 1974, si occupa del restauro della Chiesa di Sant’Angelo Martire dei Padri Carmelitani a Licata (Agrigento) e per la stessa chiesa realizza pure una tela che rappresenta un particolare momento della vita di San Spiritione: l’apparizione della figlia Irene. Nel 1980 consegue il I Premio come pittore dell’anno per la città di Milazzo.

Continua a produzione tele raffiguranti processioni, antichi mestieri, giochi di un tempo, piazze con fontane non più esistenti. Presenta, nel 1995, alla città, cinquanta e più tele in una mostra promossa dall’Amministrazione Comunale dal titolo: Mostra di Tele per un Libro. Nel dicembre 1996 le tele diventano un libro: Tradizioni e Costumi di Barcellona Pozzo di Gotto nei ricordi di Iris Isgrò che viene pubblicato e presentato dall’Amministrazione Comunale del periodo.

Nel 1999 l’Accademia Artistica Culturale di Barcellona Pozzo di Gotto gli consegna una targa premio con la seguente motivazione: “Nella sua pittura la storia della città”. E per questo viene definito unanimemente come: pittore barcelgottese. Un anno più tardi presenta un nuovo volume che vuole essere la continuazione della prima pubblicazione in cui ad arricchire la parte scritta sono questa volta un cospicuo numero di schizzi acquerellati “Piazze, vie, vicoli, attività di Barcellona Pozzo di Gotto”. Nel dicembre 2002, in seno alla sua ultima mostra – dedicata al regista barcellonese Michele Stilo – presenta il suo ultimo libro: “Viaggio-sogno nell’aldilà”.

Nel 2004, all’età di ottantuno anni viene insignito, a Palermo, del Premio Internazionale di Sicilianità “Pigna d’Argento” per le Arti Figurative. Nel giugno 2005, gli viene conferito l’Oscar del Mediterraneo per le Arti figurative. Il 23 novembre 2008 muore nella sua amata città.


Premio Pigna d'Argento
Premio Pigna d’Argento

Testi e immagini forniti dall’Associazione Genius Loci

Pagina aggiornata il 09/05/2026

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