Descrizione
Gli storici locali (Rossitto e Di Benedetto) indicano il 1472 come data di fondazione della Chiesa di San Vito; tuttavia sulla scorta dei dati provenienti dai documenti d'archivio e di quelli raccolti durante l'ultimo restauro, completato nel 2010, risulta più probabile che si tratti del 1572. L'assetto odierno è quello dovuto all'ampliamento settecentesco: tre navate scandite da colonne in pietra sormontate da capitelli scolpiti. In uno di essi (entrando, il primo a sinistra) si può leggere, incisa, la data del 1732.
Il prospetto principale era in origine arricchito da una torre campanaria, demolita all'incirca tra il 1955 e il 1956 per realizzare l'odierna strada.
La chiesa, utilizzata sempre meno, subì un lento degrado che la portò all'abbandono e alla sconsacrazione.
Nel 1982-83, a seguito dell'acquisizione da parte del Comune, venne restaurata per essere adibita ad Auditorium, divenendo sede di mostre, concerti e conferenze. Nel maggio del 1993 il crollo del tetto rese necessario un nuovo intervento conclusosi poi nel 1997.
Gli altari interni sono decorati con motivi barocchi ed alcuni, nelle absidi laterali, affrescati con opere di Antonino Vescosi, appartenente a una famiglia di pittori pozzogottesi operanti tra Settecento e Ottocento. Sopra l'altare principale era posta una tavola cinquecentesca raffigurante la Madonna del Rosario che, a seguito del crollo del tetto, è stata rimossa e restaurata sotto la direzione della Soprintendenza dei Beni culturali di Messina. Attualmente il dipinto, attribuito al seguace di Deodato Guinaccia è custodito presso il Palazzo Comunale.
Nel corso dell'ultimo restauro (completato nel 2010) sono state trovate sotto il pavimento tracce dei precedenti impianti del Cinquecento e del Seicento, che si è scelto di lasciare a vista coperti da lastre di vetro, e la cripta dell'Ottocento, con nove loculi, che per un periodo di tempo è stato possibile visitare.