Descrizione
Il 14 febbraio del 1905 si stipulava il contratto tra l'Amministrazione Carceraria e il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto per l'acquisto di un terreno di 40.000 metri quadrati da servire per la costruzione del Manicomio Criminale. La realizzazione della struttura, progettata dall'ingegnere Salvatore Cutroni, fu sostenuta dal marchese Ugo di Sant'Onofrio del Castillo (1844-1928). La posa della prima pietra avvenne il 24 maggio 1908, alla presenza dell'onorevole Luigi Facta. Il pranzo di gala si svolse nel Teatro Mandanici.
I lavori di costruzione furono completati nel 1919, mentre l'inaugurazione avvenne il 6 maggio 1925, alla presenza del Ministro di Grazia e Giustizia Alfredo Rocco.
L'istituto, prospettante su una strada in prossimità della stazione ferroviaria poi spostata più a valle, è costituito da un complesso di padiglioni contenenti gli spazi di reclusione, i laboratori artigianali dove si impiegavano gli internati, le attività all'aperto, come la cura dei giardini e la coltivazione di ortaggi, agrumi e vigne. I prodotti ottenuti venivano consumati all'interno dell'istituto, e le eccedenze vendute. È presente altresì una biblioteca e una sala teatrale.
Dal 1929 al 1954 il Manicomio barcellonese, sotto la direzione del medico "alienista" Vittorio Madia (1895-1954) si distinguerà a livello nazionale per l'innovazione organizzativa e per i metodi di cura, tanto da ottenere l'attenzione da parte di studiosi internazionali.
Una vicenda, oggi pressoché sconosciuta, riguarda l'allestimento di un pronto soccorso a seguito dei bombardamenti di Barcellona dell'agosto 1943, che provocarono morti e feriti. All'interno della struttura Vittorio Madia organizzò un vero e proprio pronto soccorso per curare i feriti e successivamente mise a disposizione della popolazione civile gli impianti radiologici e i laboratori.
In quell'occasione l'istituto fu visitato da ufficiali anglo-americani e dalla Croce Rossa americana, che lasciarono commenti positivi.
Nel 1975 il Manicomio, intitolato a Vittorio Madia, è trasformato in Ospedale Psichiatrico Giudiziario.
Nel 2017, a seguito dell'abolizione di queste strutture, diventa Casa Circondariale (carcere per detenuti in attesa di giudizio o pene inferiori ai cinque anni).
Una buona parte della documentazione dell'istituto, dalle origini ad oggi, in considerazione dell'importanza storica, è stata depositata presso l'Archivio di Stato di Messina.